Titiano e la sua chiesetta

titiano

Dalla Laguna di Marano si risale lo Stella fino ad arrivare a circa 4 km in linea d’aria da Precenicco. Siamo nella località di Titiano, apparentemente solo una landa di vigneti e di campi di mais e soia. Invece il suo territorio fu il cuore del feudo di una antica e dimenticata signoria, la cui unica testimonianza oggi evidente è la Chiesetta della Madonna della Neve.

Di tutto il Comune di Precenicco è proprio Titiano ad essere il centro più antico, con un nome di chiara origine prediale. Il suffisso “-ano” in particolare diagnostica una derivazione romana, nella fattispecie da tale Titilius. I reperti dell’Antica Roma sono infatti numerosi, e, anzi, ci sono teorie più che fondate secondo le quali proprio a Titiano si sarebbe trovato il Portus Anaxum, ossia il porto romano sul fiume Stella, Anaxum in latino. La sua fruizione era inserita nel contesto dell’intricata rete delle comunicazioni lagunari che si snodava da Aquileia sino a Ravenna. Le necessità di ordine commerciale ma anche strategico-militare avevano richiesto questo vasto sistema nella tarda epoca romana. Invece sotto i regni romano-barbarici e soprattutto sotto il dominio longobardo questi scali servirono anche come punti di partenza per i traffici con l’entroterra. In questo caso i motivi erano da ricercarsi nello stato di abbandono e dissesto delle vie terrestri e nel superamento della divisione politica dell’epoca. Ricordiamo, infatti, come la costa e la laguna fossero quasi completamente controllate dai Bizantini, mentre le zone interne dai Longobardi. Il confine tra queste due realtà è stato identificato con il tracciato della romana Via Annia, che passava per Latisana e Palazzolo dello Stella.

La chiesetta, seppur di remotissima comparsa, non fu il primo edificio a collocarsi lì, in quanto vi era già un ospizio per i viaggiatori diretti al Norico. Anche se la prima presenza dell’edificio di culto viene fatta risalire al XIII secolo, si pensa che già una chiesa dai forti influssi bizantini fosse ivi presente.

È in questo periodo che la sua storia si intreccia con quella dei signori locali. Attorno al XII secolo è menzionata la località e in contemporanea si consolidò il potere di una minuscola signoria feudale, i Titiano guarda caso. Essi amministravano il territorio alla foce dello Stella, essendo tuttavia sotto l’influenza dei Carisacco. Questi a loro volta erano dominatori del territorio dell’attuale Chiarisacco, paese oggi in Comune di San Giorgio di Nogaro. Nonostante l’entità tutt’altro che significativa dei domini e poteri dei Titiano, li ritroviamo in degli atti assieme a feudatari e religiosi di ben altro spessore. In particolare essi, assieme ai Carisacco, rientravano nella sfera politica dei Conti di Gorizia, spesso e volentieri oppositori dei Patriarchi. Tuttavia mai si è riscontrato un esplicito segnale di ostilità di questi signorotti della Bassa nei confronti di questi ultimi. Il primo atto in cui li ritroviamo risale al 1136 con Ottaker di Titiano, dieci anni prima della prima menzione dei Carisacco. Costui fu un abile mediatore tra il Patriarca e il Conte di Gorizia, accompagnandoli nelle varie sedi in cui di volta in volta si discutevano le questioni territoriali e di potere. Dal 1171 è segnalato il figlio Matthia come prosecutore dell’attività del padre, per poi perdere qualsiasi riferimento alla casata dal 1179. Non si avranno più notizie del feudo di Titiano, forse per l’estinzione della famiglia.

Perse d’importanza e passò alle dipendenze di Latisana, fino a che entrambe le località furono date in pegno dai Conti di Gorizia, nel 1301, ad Adelasio Forzate di Montemerlo di Padova. Ma la svolta arrivò nel 1348, quando Odescalco di Cividale cedette Titiano all’Ordine Teutonico di Precenicco. Esso si era già insediato nel 1210 a Precenicco per volere del Conte di Gorizia Mainardo.

Ora che governava anche su quello che una volta era stato un feudo indipendente, lasciò la sua impronta sulla “Madòne di Titìan”, così come era chiamato popolarmente il piccolo santuario. In particolare lo restaurò nel XV secolo e lasciò sull’architrave del portale la croce dell’ordine al centro, mentre ai lati lo stemma di Johann von Hussen, per Precenicco, e quello di Filippo di Hoestein, per Titiano. La stessa intitolazione della chiesetta è quella della Vergine patrona del monachesimo cavalleresco germanico, la cui festa del 5 agosto rappresentava un’occasione di ritrovo per le comunità della Pieve di Santo Stefano di Palazzolo e non solo. L’affluenza di fedeli era tale che le varie parrocchie dovevano organizzarsi per stilare un calendario di ritrovi, fino ad arrivare alla festa finale. Nel XVI secolo, essendo il territorio saldamente una exclave asburgica in terra veneziana, fu eretta sul santuario una torre della dogana, poi demolita nel 1946 assieme ai fabbricati del vecchio borgo contadino. Il territorio di Titiano rimase separato amministrativamente da Precenicco fino all’annessione di gran parte del Friuli all’Italia, nel 1866.

Non ultimo, anche dal punto di vista fisico-naturale l’area ebbe a subire non pochi mutamenti. Per via del fenomeno del bradisismo, infatti, la superficie si abbassò e dal Quattrocento la laguna avanzò fino al Canale di Acqua Bona, immediatamente a nord di Titiano. Solo nel Primo Dopoguerra si avviarono le bonifiche.

Oggi la Chiesetta della Madonna della Neve giace lì, pacifica e solitaria a ridosso di un meandro interno di un’ansa fluviale, in attesa che qualche curioso intenda percorrere il rettilineo sterrato e orlato di cipressi che la raggiunge.

Foto da: mapio.net

Fonti principali:

Enrico Rossi

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