Santa Barbara: la chiesa scomparsa della vecchia Piazza del Fisco

Molti già sapranno che Udine nel corso dei secoli ha ospitato una enorme quantità di chiese ed edifici di culto in generale, molti dei quali si sono persi man mano che la storia faceva il suo corso, o distrutti o convertiti ad altri usi. In genere, tuttavia, il sito della ex chiesa è ben riconoscibile in quanto occupato da altri edifici, ma c’è almeno un caso in cui forse nessuno penserebbe che proprio lì in passato ne esisteva una.

 

Il contesto è quello di Piazza XX Settembre e la chiesa era quella di Santa Barbara. Fino all’inizio del ‘700 l’area dell’attuale piazza era occupata da Palazzo della Torre, ma non fu questa famiglia a voler erigere la chiesa. I della Torre, infatti, verso il 1580, vendettero la residenza a tale Antonio di Martino Marchesi, un mercante di origine tedesca che già gestiva un ferramenta in Mercatovecchio all’insegna “Gesú”. Già per questo, personaggio sicuramente particolare. E fu proprio la famiglia Marchesi, una volta acquisita la proprietà del palazzo, a voler erigere una chiesetta, intitolandola a San

santa-barbara0

La posizione della Chiesa di Santa Barbara all’interno dell’attuale Piazza XX Settembre. (foto ricavata dalla Pianta della Città di Udine, Antonio Lavagnolo, 1843 – 1850)

Martino. Già nel 1612, però, il palazzo e quindi anche l’edificio religioso tornarono ai della Torre, in quanto morì il figlio di Antonio senza discendenti maschi, e l’eredità passò alla figlia femmina Caterina, sposata con Giulio della Torre. Quando il palazzo fu sequestrato e distrutto su ordine diretto del Consiglio dei Dieci della Serenissima, nel 1717, come monito, a causa degli aberranti e reiterati crimini del Conte Lucio della Torre (a chi interessa, approfondite perché merita!), la chiesa fu risparmiata e ceduta alla Confraternita dei Bombardieri, che la dedicò alla loro santa protettrice, Santa Barbara appunto. Ci tengo a precisare che questi bombardieri ovviamente nulla avevano a che fare con gli aerei da bombardamento, bensì con le bombarde e le grandi bocche da fuoco in generale. Erano coloro che producevano queste armi, e come molti altri professionisti della manifattura, come calzolai, sellai eccetera, si erano riuniti in una confraternita. L’edificio, però, era stato privato dei quadri e delle campane, che erano stati venduti dallo scellerato Conte Lucio.

 

Nel 1797 il gruppo fu sciolto e l’edificio fu ridotto ad abitazione privata, dopo essere stato spogliato della facciata in pietra. Tornò quindi due anni dopo, per l’ennesima volta, a un membro dei della Torre, se abbiamo notizia del riconoscimento da parte dell’intendenza di finanza di Venezia della proprietà non solo della chiesa ma di tutto il fondo della piazza, allora chiamata Piazza del Fisco, a Lucio Sigismindo della Torre, che era in disputa con la Fraterna di Santa Barbara. Nel 1812 i figli del defunto Lucio Sigismondo vendettero tutto il fondo, compresa la chiesa, a Giuseppe Antiveri, che chiese il permesso tre anni dopo di ridurre l’edificio ad abitazione privata, cosa che avvenne. Dai documenti non si capisce

santabarbara1

Due delle opere del Negretti conservate ora ai musei in Castello. Qui San Marco Evangelista. (foto ricavata dal sito internet “ipac.regione.fvg.it”)

bene il motivo di questa seconda conversione a casa; forse le operazioni di riadattamento non erano state ancora eseguite la prima volta.

 

Nel recente 2010 la Soprintendenza alle Belle Arti ha effettuato una piccola campagna di scavi e carotaggi, sotto la direzione dell’archeologa Angela Borgazoni, che ha permesso di verificare l’esistenza nel sottosuolo dei resti delle fondamenta degli antichi edifici della piazza, tra cui la nostra chiesetta di palazzo. Rimane l’incognita della data della sua demolizione, in quanto in nessun documento l’ho rintracciata. Possiamo comunque individuare il periodo, in quanto risulta esistente ancora nella mappa del Lavagnolo, del 1843-’50, ma non più in una del 1873, di cui non conosco l’autore ma in cui vengono evidenziati i canali di scolo della città. La mia teoria è che possa essere stata abbattuta su ordine del Comune in occasione dell’istituzione del mercato dei grani. Nel 1864, infatti, il fondo dagli Antiveri passò agli Angeli, che a loro volta lo cedettero al Comune nel 1868, il quale diede appunto il via al mercato, la cui presenza fece attribuire anche un nuovo nome alla piazza, Piazza del Grano. Penso, dunque, che la distruzione della ex Chiesa di Santa Barbara possa collocarsi circa a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 dell’800, demolizione che avrebbe consentito di ricavare maggiore spazio per il neonato mercato.

 

Ma rimane un’ultima questione da trattare, e per risolverla ci si ricollega sempre alla solita fatidica

santabarbara2

San Giovanni Evangelista. (foto ricavata dal sito internet “ipac.regione.fvg.it”)

domanda: non si è salvato proprio nulla di questa chiesetta dalla storia turbolenta? La risposta incredibilmente è sì! Alcuni dipinti che adornavano il soffitto si sono infatti salvati, e sono conservati presso i Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte, in Castello. Andavano a costituire un ciclo di tele di Jacopo Negretti, conosciuto come Palma il Giovane, databile attorno al 1590, proprio all’inizio della storia della chiesa. Anche in questo caso, dunque, basta andare a “sgarfare” nelle collezioni per poter rintracciare i superstiti che la storia ci ha consegnato. Spesso, infatti, non è detta l’ultima parola su queste apparentemente scomparse realtà storico-artistiche. Mi viene in mente, per esempio, quel “Cerca trova” che Giorgio Vasari lasciò in una sua opera nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, Firenze, che secondo alcuni potrebbe essere la dimostrazione del fatto che egli cercò di preservare, coprendola col suo affresco, la “Battaglia di Anghiari” di Leonardo da Vinci. Sembrerà banale ma cercare è proprio la vera sfida in ogni studio e ricerca!

 

Pubblicato su Facebook il 31 ottobre 2016

(fonti principali: sito internet sopra citato, siti internet “Antiche Case Udine”, pagina “Chiesa di S. Barbara” e “viaggioinfriuliveneziagiulia.it”, pagina “Udine – Piazza XX Settembre”)

Enrico Rossi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...