Il Pozzo di San Giovanni e il suo ruolo nella Crudel Zobia Grassa

Salve a tutti! Questa volta tocchiamo, con un piccolo approfondimento, uno degli argomenti a mio parere più stimolanti ma anche più tragici dell’intera storia di Udine e anche della regione. Il 27 febbraio del 1511 la capitale del Friuli venne scossa dalla sanguinosa rivolta della Crudel Zobia Grassa. Sulle cause, gli sviluppi e le conseguenze servirebbero certamente diversi post, ma in questo caso mi focalizzo su un singolo luogo preciso, anzi, elemento: il Pozzo di San Giovanni.

 

Durante un violento tumulto popolare, come fu quello della Zobia Grassa (che, ricordiamo, vide la sollevazione del

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Un’immagine della manifestazione del Fogolâr Civic e dall’Academie dal Friûl nel 505esimo anniversario della Crudel Zobia Grassa, presso il Pozzo di San Giovanni. (foto ricavata dall’articolo di “UdineToday” del 29 febbraio 2016)

popolo, spalleggiato dai Savorgnan, nei confronti della nobiltà friulana filo-imperiale), nessun angolo di città può ritenersi sicuro, tanto più se ci troviamo presso la base del principale istigatore della rivolta, il palazzo di Antonio Savorgnan, che, come ben sappiamo, lasciò spazio a Piazza Venerio. Di antichissima origine e conosciuto con lo stesso nome del titolare del vicino Battistero del Duomo, del Pozzo di San Giovanni rimane oggi ben visibile la sua vera, in Via Stringher, di fronte all’Osteria Grappolo d’Oro, in quella che una volta era nota come Contrada Savorgnan. Lasciò addirittura il segno nella toponomastica, se possiamo constatare da un documento prossimo a quegli eventi, del 1497, che il borgo era anche chiamato Contrada del Pozzo di San Giovanni.

 

L’appuntamento col lato oscuro della storia arrivò proprio in occasione della rivolta. Il Savorgnan, infatti, che aveva sfruttato la violenza delle esasperate masse per spazzare via in un solo colpo tutti i nobili suoi avversari, non voleva rischiare di attirare i sospetti della Serenissima, della quale era tra l’altro sostenitore, e, intanto che cercava di mantenere un fasullo atteggiamento da mediatore tra le parti, la notte del giorno seguente lo scoppio dei tumulti, venerdì 28 febbraio, ordinò al suo fedelissimo, nonché nipote, Alvise da Porto di strangolare tali Vergon e Bernardino da Narni, che erano stati i suoi più efferati scagnozzi durante gli scontri e che presero

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La posizione esatta del pozzo nell’ambito della porzione centrale della vecchia Contrada Savorgnan. (foto ricavata da uno screen dall’app “Mappe”)

parte su suo ordine ai massacri, partecipando in prima persona al barbaro assassinio dei nobili Teseo di Colloredo, Nicolò della Torre e Gian Leonardo della Frattina. Erano così spavaldi che si vantavano di queste loro deplorevoli gesta durante le bevute all’osteria. Una volta eliminati, i loro cadaveri furono gettati proprio nel Pozzo di San Giovanni, ma l’orrore non finì qui. Unitamente a loro fu lanciata viva anche una domestica, la cui colpa era quella di aver assistito all’omicidio dei due capi dei rivoltosi. Il Savorgnan non poteva permettersi di subire tradimenti, e così, in un periodo in cui l’eliminazione fisica risultava una pratica tutt’altro che rara, si decise per questo ulteriore crimine!

 

Pubblicato su Facebook il 20 ottobre 2016

(fonti principali: libro “Criminali, sommosse e delitti del Friuli”, Adriano Del Fabro, 2000; libro “Toponomastica Storica della Città e del Comune di Udine”, Giovanni Battista Della Porta, 1991)

Enrico Rossi

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Un pensiero su “Il Pozzo di San Giovanni e il suo ruolo nella Crudel Zobia Grassa

  1. Marinella ha detto:

    Brutta storia. Molto simile a storie odierne. Si sfruttano gli altri. Si tradiscono i compagni dei misfatti per sicurezza . Si ammazza qualcuno, o più di qualcuno, e poi si fa sparire il corpo. Non si fa caso se qualcuno viene interrato, murato e bruciato da vivo. La Storia passa, i Metodi restano. Da queste parti, come da altre parti. Non mi meraviglio. Historia docet: fidati tu, ingenuo anche se brigante! Mah! In fondo, chi la fa l’ aspetti. Ed essere compagni di spregevoli persone interessate, porta proprio male, prima o poi. Meglio andar cauti e guardinghi con gli amici e tenere gli occhi ben aperti coi nemici, come insegna il vecchio adagio: ” dagli amici mi guardi Iddio, ché dai nemici mi guardo io” .

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